Degrado e orgoglio in via Casini

di MASSIMILIANO PALUMBO

«BENVENUTI nella terra di nessuno», dove «nessuno viene mai a pulire». E’ una zona del centro storico dimenticata dal Comune, le sue strade «non risultano nemmeno sulle mappe delle cooperative addette alla pulizia». Tra le vie Abate Salfi e Agostino Casini funziona così: sono gli abitanti del quartiere che prendono in mano scopa e paletta per rendere dignitoso il luogo in cui vivono. «Se aspetti il Comune stai fresco – spiega Federico Mazzei, commerciante di Corso Telesio -. Sono mesi che va avanti così, tra siringhe, topi, vetri rotti e cartacce. Tagliamo anche l’erba che cresce sui muri o tra le gradinate. Questa situazione deve finire».

La signora Chiarina - © Massimiliano Palumbo

La signora Chiarina – © Massimiliano Palumbo

Mazzei è amareggiato, anche perché sta ancora aspettando la visita dell’assessore Francesca Lopez: «L’ho incontrata circa un mese fa a Palazzo dei Bruzi, con lei abbiamo visionato la mappa relativa alle zone d’intervento delle cooperative e abbiamo visto che via Agostino Casini è scoperta. Alla fine dell’incontro mi ha promesso: “Domani sarò da lei per un sopralluogo”. Sto ancora aspettando. Se dopo quattro anni di amministrazioneuna zona del centro storico è ancora scoperta, vuol dire che è un disastro. Anche perché non è l’unica». L’amarezza diventa rabbia tra i vicoli del quartiere, quando gli abitanti fanno quasi a gara per denunciare le cose che non vanno. Molti urlano dal balcone: «Qui vengono solo in cerca di voti.

Via Agostino Casini - © Massimiliano Palumbo

Via Agostino Casini – © Massimiliano Palumbo

In tempo d’elezioni tutti diventano amici, poi non li vedi più». La più energica è una signora che abita al piano terra: «Mi chiamo Chiarina, e parlo chiaro. Su tutti na massa i pisciaturi e si piglianu sulu i sordi». Affacciati alle finestre gli altri abitanti confermano calorosamente, poi la signora Chiarina racconta un episodio: «Poco tempo fa in questa zona c’è stato un lutto e abbiamodovuto fare una colletta per pagare qualcuno che venisse a pulire qui intorno. E’ na vrigogna. Le bollette però arrivano, qui paghiamo anche l’aria che respiriamo». La sporcizia non è l’unico problema di via Casini, tra quelle viuzze manca anche l’illuminazione. Ancora Mazzei: «Ho parlato con gli addetti alla manutenzione, la risposta: “Non c’è l’appalto, quindi nessuno può venire a cambiare la lampadina”». Strade, vicoli, gradinate, spiazzi, sono come una seconda casa per gli abitanti del centro storico. «Qui ci conosciamo tutti, proprio grazie ai rapporti che stringiamo fuori dalla porta di casa – spiega il commerciante discutendo con la signora Chiarina –. La strada è un centro di vita pulsante, ecco perché non sopportiamo che l’amministrazione sia così sorda. Molti pensano che Cosenza vecchia sia un ghetto, ma la ghettizzazione è solo il frutto della politica dell’abbandono».

Pubblicato dal Quotidiano della Calabria nel 2010

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