16. Pilar

Cappella Madonna del Pilerio - © Massimiliano Palumbo

Cappella Madonna del Pilerio – © Massimiliano Palumbo

La cattedrale è anche santuario; dal 2011 è «Patrimonio testimone della cultura di pace dell’Unesco», ma per i cosentini è – in modo familiare – «u dùamu». La padrona di casa è la Madonna del Pilerio. Pilerio deriva dal greco pilos, pilastro, ma potrebbe derivare da un altro termine greco, puleròs, che vuol dire guardiana.

Comunque sia esiste un’altra Vergine del Pilastro. E’ la spagnola Virgen del Pilar, venerata a Saragozza, in Spagna. E a Calanda, in Aragona, luogo in cui a Miguel Juan Pellicer, «per intercessione della Vergine Santissima, fu restituita la gamba che da molto tempo gli era stata tagliata». Chissà se questo legame con la Vergine spagnola è solo una coincidenza, me lo chiedo spesso. Eppure c’è un’altra coincidenza che riguarda la nostra Protettrice. Il giorno della sua festa, l’8 settembre, la Chiesa festeggia la Natività di Maria. Ed allora ecco che la Madonna del Pilerio viene celebrata cinque mesi più tardi, il 12 febbraio. E’ forse un modo per non far dimenticare ai cosentini che la Vergine protesse la città in occasione della peste prima e del terremoto poi?

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